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Si è rilevato che a partire dalla prima metà del 2015 i tassi Euribor hanno subito un ribasso talmente consistente fino a riportare il segno meno.

Nel dettaglio, è dovuta intervenire la Banca d’Italia che nella comunicazione del 7 aprile 2016 inerente alla trasparenza delle condizioni contrattuali e correttezza nei rapporti con la clientela ha affermato che:

a partire dalla metà del 2015, i principali tassi del mercato interbancario utilizzati come parametro di indicizzazione hanno assunto valori di segno negativo.

Nonostante ciò, è emerso da alcune segnalazioni, pervenute dagli utenti bancari, ipotesi in cui gli intermediari hanno eluso l’erosione dello spread, ossia la sua compensazione con il tasso Euribor, derivante dal sopravvenuto valore negativo.

Difatti, alcune banche hanno applicato di fatto, senza che sia mai stata sottoscritta, una clausola floor del tasso (ossia, tasso sotto il quale non si può scendere, anche in caso di parametro di indicizzazione negativo), disattendendo le pattuizioni contrattuali.

E quindi, nel caso in cui si sia verificata tale evenienza si dovrà procedere alla restituzione ai mutuatari ed ai correntisti di quanto la banca ha indebitamente percepito.

Link: Comunicazione Banca d’Italia del 7 aprile 2016 Comunicazione Banca d’Italia del 7 aprile 2016

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